Il Blog di Ale…

Dopo le feste…

  • 8 gennaio 2015 16:50

Durante questo periodo di feste e ferie la convivenza con famigliari e amici è stata più stretta e dai racconti di alcune persone e dalle mie stesse esperienze c’è una frase che si è ripetuta più volte: “mio compagno, mio padre, mia madre, mio figlio etc. mi ha fatto arrabbiare” oppure “mi ha deluso”.

E allora mi sono chiesta: come mai un’altra persona mi può deludere o far arrabbiare? Da dove nasce questa rabbia o delusione?

Nasce da una mia avversione alla reazione della persona; praticamente non ha agito o reagito nel modo in cui avrei voluto che agisse o reagisse.
In pratica vorrei che l’altra persona fosse diversa da com’è; vorrei che agisse come farei io.

Ha senso questa aspettativa nel comportamento di un’altra persona?

Certo, sono libera di comunicare all’altra persona il fatto che non ho apprezzato il suo comportamento, ma la mia rabbia serve a qualcosa? Farà cambiare l’altra persona? Mi farà stare meglio? Migliorerà la situazione?

Secondo l’evoluzione, anche la rabbia, come ogni altra emozione, ha la sua utilità e in alcune situazioni di pericolo può aumentare la capacità di difesa.
Non va quindi soppressa, ma guardata in faccia, ammessa e accettata come emozione presente in questo momento, ma viverla contro l’altra persona o rimanerci con la rabbia o la delusione dentro a questo punto non serve un granché.

Questo nuovo punto di vista, cioè che la rabbia e la delusione derivano da un’aspettativa nei confronti dell’altra persona, faciliterà molto la comprensione, la comunicazione e l’accettazione dell’altra persona nel suo modo di essere, oltre a disinnescare la situazione esplosiva.

In questo contesto mi piace la frase di Wayne Dyer:
“Come gli altri mi trattano è il loro percorso, come reagisco è il mio”

Un caro saluto.
Alexandra

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